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mercoledì 19 gennaio 2022

LA TERRA SULL'ABISSO di George R. Stewart

“Una generazione va, una generazione viene, ma la terra rimane in eterno”. Con questa citazione biblica, veniamo introdotti in un mondo in cui una rapida e fatale epidemia ha ben più che decimato il genere umano e solo pochi sopravvissuti si aggirano ancora tra le strade una volta popolose della città. Isherwood Williams, giovane ricercatore di ecologia alla Berkley University, è uno di questi. Dopo aver trascorso diverse settimane tra le montagne, isolato dal resto del mondo, Ish scopre che la civiltà a cui cerca di fare ritorno non esiste più. Affronterà quindi, come un novello Adamo, il mondo nuovo che gli si apre davanti cercando di comprenderne le nuove leggi e di sfruttarne le potenzialità. Il lettore si ritrova testimone dell’avvicendarsi di tre generazioni, e del conseguente lento mutare dell’umanità. Stewart sceglie un narratore dallo sguardo analitico, quasi distaccato, per leggere e interpretare un mutamento a cui opporsi è impossibile e attraverso questo pone delle domande, forse inquietanti ma inevitabili: come cambia la terra, quando l’azione dell’uomo non è più in grado di lasciare la sua impronta? Le norme che regolano la nostra civiltà, e che in modo un po’ superficiale rischiamo di ritenere universali, sono davvero immutabili? Mai come ora un libro del 1949 suona alle orecchie del lettore come un monito di un’attualità sconcertante. Non è però un allarme disperato, ma un’esortazione accorta a rimettere in discussione ogni certezza sul rapporto tra uomo e natura e tra civiltà e tradizione. Dopo le edizioni degli anni ‘90, ormai fuori catalogo, ecco una nuova edizione di questo classico che negli Stati Uniti dal 1949 ad oggi non è mai andato fuori produzione.

George Rippey Stewart è stato uno scrittore, geografo, storico e professore statunitense. Dopo essere cresciuto in una piccola città della Pennsylvania, Stewart diventa uno studente e un esploratore, arrivando a percorrere più di 6000 km in bicicletta attraverso l’Europa alle prese con le cicatrici inferte dalla prima guerra mondiale. Prima di stabilirsi permanentemente a Berkley come docente nel 1923, consegue una laurea magistrale in Letteratura Inglese a Princeton, un master a Berkley e un dottorato di ricerca alla Columbia. I suoi lavori hanno ricevuto un grandissimo riconoscimento e hanno ispirato artisti del calibro di Jimi Hendrix, Phili Aaberg e Stephen King. Stewart muore a Berkley nel 1980.

Titolo: La terra sull'abisso / Titolo originale: Earth Abides (1949) / Autore: George R. Stewart / Editore: Del Vecchio Editore / Collana: Formelunghe / Traduzione: Monica Pezzella / Pagine: 473 / Prezzo: € 19,00 (libro)

giovedì 23 settembre 2021

LINGUA NATIVA di Suzette Haden Elgin

Ambientato nel ventiduesimo secolo dopo l’abolizione del XIX emendamento, si racconta di un mondo in cui alle donne sono ancora una volta negati i diritti civili. La popolazione dipende dai Linguisti, famiglie i cui infanti sono allevati per diventare interpreti di tutte le lingue umanoidi della galassia e permettere il commercio interplanetario, fonte di ricchezza. I Linguisti detengono il potere ma vivono isolati, odiati dal resto della popolazione e nel timore costante di una rivolta sociale. Un gruppo di donne è destinato a sfidare il potere degli uomini e dei Linguisti. Nazareth, bambina prodigio, intraprendente, studiosa e tenace, tiene un taccuino segreto su cui prende nota dei suoi esperimenti linguistici e che la porterà inconsapevolmente ad essere parte della Storia. Una silenziosa rivoluzione, infatti, sta sorgendo nella Casa Sterile; lì le donne stanno creando una lingua nuova, fatta di “parole giuste”, una “lingua che funziona”. Il Làadan si struttura nel corso della narrazione mettendo a disposizione nuove categorie interpretative e quindi nuovi modi per comprendere e raccontare la realtà. Scritto nel 1984 e sorprendentemente attuale, Lingua nativa combina una trama entusiasmante con dense riflessioni linguistiche sui modi in cui le parole modellano la nostra politica, la nostra cultura, la percezione di sé e come possono essere maneggiate per riformare quelle strutture o per sovvertirle. Un capolavoro della fantascienza della fine del secolo scorso, Lingua nativa, pur essendo perfettamente compiuto in sé, è il primo volume dell’acclamata e omonima trilogia di Suzette Haden Elgin.

Suzette Haden Elgin è stata scrittrice e ricercatrice in Linguistica sperimentale. Alla fine degli anni Sessanta consegue il dottorato di ricerca presso il dipartimento di Linguistica dell’Università della California di San Diego con una doppia tesi, in inglese e in lingua Navajo. Insegna Linguistica presso la stessa università fino al 1980. Pubblica i suoi primi romanzi, la serie di Coyote Jones, nei primi anni Settanta, e nel 1984 inizia la pubblicazione della trilogia Native Tongue. Collegati a questi romanzi vedono le stampe anche un dizionario e un manuale di grammatica di lingua Làadan. Il suo ultimo romanzo Peacetalk 101, pubblicato nel 2003, è definito un romanzo fantascientifico di autodifesa verbale ed è strettamente collegato all’importante ricerca portata avanti da Elgin sul tema della comunicazione aggressiva, a cui l’autrice dedica anche una serie di pubblicazioni di saggistica (Gentle Art of Verbal Self-Defense). Elgin è inoltre autrice di numerosi racconti e articoli scientifici.

Titolo: Lingua nativa / Titolo originale: Native Tongue (1984) / Autore: Suzette Haden Elgin / Editore: Del Vecchio Editore / Collana: Formelunghe / Traduzione: Costanza Fusini, Valentina Dragoni / Pagine: 440 / Prezzo: € 18,00 (libro)